Famiglia e scuola
Istruzione parentale (homeschooling)
In Italia educare i figli a casa è legale e non richiede autorizzazione, ma comporta una comunicazione ogni anno e un esame di idoneità ogni anno. Ecco come funziona davvero.
Aggiornata il 9 ottobre 20266 min di lettura
Il punto di partenza: obbligo di istruzione, non obbligo di scuola
La Costituzione italiana affida ai genitori il dovere di istruire i figli e allo Stato quello di garantire una scuola per tutti. Da questa distinzione discende una cosa che sorprende molte famiglie che arrivano dal Nord Europa: in Italia esiste l'obbligo di istruzione, non l'obbligo di frequentare una scuola.
I genitori possono provvedere direttamente all'istruzione dei figli — da soli, con insegnanti privati, o in gruppo con altre famiglie — a condizione di dimostrare di poterlo fare e di sottoporre il bambino a una verifica annuale.
Come si attiva
1. La comunicazione preventiva
Ogni anno la famiglia presenta una comunicazione — non una domanda, non una richiesta di permesso — al dirigente scolastico della scuola statale del territorio di residenza, cioè quella a cui il bambino apparterrebbe.
Nella comunicazione i genitori dichiarano:
- l'intenzione di provvedere direttamente all'istruzione del figlio per l'anno scolastico che inizia;
- di possedere la capacità tecnica o economica per farlo — cioè di essere in grado di insegnare oppure di poter pagare chi insegna.
Alla comunicazione va allegato il progetto educativo-didattico che si intende seguire nell'anno, come previsto dal decreto ministeriale 8 febbraio 2021 n. 5. La comunicazione va rinnovata ogni anno scolastico e si presenta in forma cartacea entro il 31 gennaio; chi arriva in Italia in corso d'anno la presenta al momento dell'arrivo.
2. L'esame di idoneità, ogni anno
È il vero cardine del sistema italiano, e la parte che chi arriva dall'estero sottovaluta. Il bambino in istruzione parentale sostiene ogni anno un esame di idoneità presso una scuola statale o paritaria, per essere ammesso alla classe successiva.
- La domanda di ammissione all'esame si presenta a una scuola statale o paritaria entro il 30 aprile, e l'esame si sostiene entro il 30 giugno di ogni anno. Le scadenze esatte sono confermate ogni anno da un'ordinanza ministeriale.
- L'esame verte sul programma dell'anno o degli anni per cui si chiede l'idoneità, secondo le indicazioni nazionali.
- Il risultato è un giudizio di idoneità alla classe successiva.
Se l'esame non viene sostenuto o non viene superato, il percorso non prosegue e la scuola deve segnalare l'inadempimento dell'obbligo.
3. Alla fine di un ciclo
Al termine della scuola secondaria di primo grado si sostiene l'esame di Stato come candidato esterno. Per il diploma di scuola superiore serve l'esame di maturità da privatista, con requisiti e tempi propri.
Cosa non è compreso
L'istruzione parentale è una scelta libera, ma è anche una scelta interamente a carico della famiglia:
- niente libri gratuiti, niente cedole librarie;
- niente mensa, niente trasporto scolastico;
- nessun insegnante di sostegno fornito dallo Stato;
- nessun contributo economico dedicato.
La scuola resta però il riferimento per l'esame, e in molti territori è disponibile a un rapporto di collaborazione: vale la pena costruirlo, perché è la stessa scuola che poi esamina.
"Scuola parentale" non vuol dire scuola
È la confusione più costosa. Esistono realtà organizzate — gruppi di famiglie, cooperative, associazioni — che offrono lezioni collettive e si presentano come scuole parentali. Sono legittime, ma dal punto di vista giuridico restano istruzione parentale: non rilasciano titoli e non sostituiscono l'esame.
| Scuola statale | Scuola paritaria | Scuola parentale | |
|---|---|---|---|
| Riconosciuta dal sistema nazionale | Sì | Sì | No |
| Rilascia titoli validi | Sì | Sì | No |
| Serve l'esame di idoneità annuale | No | No | Sì |
| Costo per la famiglia | Gratuita | Retta | Retta |
Prima di iscrivere un figlio a una realtà che si definisce scuola, chiedi se è paritaria e fatti dare il codice meccanografico. Se non lo è, sei in istruzione parentale a tutti gli effetti.
Restano validi
- Le vaccinazioni obbligatorie: l'istruzione parentale non esonera dagli obblighi vaccinali.
- L'iscrizione anagrafica e i controlli del comune sull'assolvimento dell'obbligo.
- Il diritto del minore a essere istruito: se il percorso non funziona, i servizi sociali e il tribunale per i minorenni possono intervenire.
Come si organizza chi lo fa bene
- Sceglie la scuola d'esame in anticipo, non ad aprile: alcune sono abituate ai candidati esterni, altre no, e la differenza si sente.
- Segue le indicazioni nazionali per l'anno di riferimento: non serve replicare la scuola, ma l'esame verte su quelle.
- Documenta il percorso: quaderni, elaborati, letture. Non è obbligatorio, ma rende l'esame una conversazione invece che un interrogatorio.
- Cura l'italiano, se non è la lingua di casa: l'esame si sostiene in italiano.
- Pensa al rientro: se un giorno il ragazzo tornerà a scuola, l'idoneità annuale è ciò che glielo permette senza perdere anni.
Errori frequenti
- Non presentare la comunicazione, credendo che basti non iscrivere il figlio. L'obbligo scatta lo stesso e l'inadempimento viene segnalato.
- Scoprire l'esame di idoneità a maggio. Le domande scadono prima.
- Confondere paritaria e parentale, e ritrovarsi a fine anno senza titolo e senza idoneità.
- Dimenticare che la comunicazione va ripetuta ogni anno.
- Dare per scontato che valgano le regole del tuo paese. L'Italia è più libera all'ingresso e più esigente all'uscita.
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