Arrivo e documenti
Il codice fiscale
Il codice di 16 caratteri che serve per firmare un contratto, aprire un conto, attivare la luce e andare dal medico. È gratuito e si ottiene in giornata.
Aggiornata il 9 ottobre 20265 min di lettura
Cos'è e perché viene prima di tutto
Il codice fiscale è una stringa di 16 caratteri che identifica una persona in ogni rapporto con lo Stato italiano e con quasi tutti i privati. Non è un documento e non prova nulla sulla tua identità: è un identificativo, simile ai numeri personali che molti paesi assegnano ai residenti — il personnummer svedese, il Social Security Number americano — ma senza esserne l'analogo giuridico.
È costruito a partire da cognome, nome, data e luogo di nascita, sesso, più un carattere di controllo. Questo significa due cose che è meglio sapere subito:
- È calcolabile. Chiunque può ricavarlo con un algoritmo pubblico. Esistono decine di siti che lo fanno.
- Un codice calcolato non vale niente. Ha valore solo il codice attribuito dall'Agenzia delle Entrate e registrato nell'anagrafe tributaria. Se il tuo codice non è in quel registro, la banca non apre il conto, il fornitore di energia rifiuta il contratto e il portale pubblico ti respinge.
Senza codice fiscale non puoi fare quasi niente
In pratica te lo chiedono per:
- firmare un contratto di affitto o comprare casa;
- aprire un conto corrente in una banca italiana;
- attivare o volturare luce, gas, acqua, internet, telefono;
- essere assunto o aprire una partita IVA;
- iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale e scegliere il medico di famiglia;
- iscrivere i figli a scuola;
- richiedere SPID o la carta d'identità elettronica;
- immatricolare un veicolo.
È il primo passo perché tutti gli altri lo presuppongono.
Dove si chiede
Dall'estero, prima di partire
Al consolato italiano competente per la tua zona di residenza. È la strada più comoda: arrivi in Italia già in grado di firmare un contratto d'affitto e aprire un conto. La procedura è gratuita, i tempi variano da pochi giorni a qualche settimana secondo il consolato.
In Italia
A qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, indipendentemente da dove abiti: il codice fiscale non è legato al comune.
Per il primo rilascio a un cittadino straniero, UE o non UE, l'appuntamento è obbligatorio: la presenza allo sportello serve a verificare l'identità, quindi non contare sull'accesso libero. La prenotazione si fa dal sito dell'Agenzia o per telefono.
In alternativa il modello AA4/8 si può inviare via PEC a una direzione provinciale.
I cittadini non UE che entrano con un visto lo ricevono in genere insieme alla pratica di soggiorno, allo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura o in Questura.
Cosa portare
- Un documento d'identità valido: passaporto, o per i cittadini UE anche la carta d'identità nazionale. Per i non UE, passaporto più visto o permesso di soggiorno (anche la ricevuta di richiesta).
- Il modello AA4/8, il modulo di richiesta per le persone fisiche. Si scarica dal sito dell'Agenzia delle Entrate o si compila allo sportello.
- Per un figlio minorenne: il documento del minore e quello del genitore che presenta la domanda.
Se ci va qualcun altro per te, serve una delega scritta firmata più la fotocopia del tuo documento.
Codice fiscale e tessera sanitaria non sono la stessa cosa
Sono due oggetti diversi che si confondono continuamente perché il secondo contiene il primo.
| Codice fiscale | Tessera sanitaria | |
|---|---|---|
| Cos'è | Il codice e il certificato cartaceo che lo attribuisce | La tessera plastificata con banda magnetica e chip |
| Chi la rilascia | Agenzia delle Entrate | Agenzia delle Entrate, dopo l'iscrizione al SSN |
| Quando arriva | Subito | Per posta, di solito qualche settimana dopo l'iscrizione all'ASL |
| A cosa serve in più | — | Accesso alle prestazioni sanitarie; sul retro c'è la tessera europea di assicurazione malattia |
Chi non è iscritto al Servizio Sanitario Nazionale riceve solo il tesserino di codice fiscale, senza le funzioni sanitarie. È normale e non è un errore.
Verificare che sia giusto
Il codice si costruisce sui tuoi dati anagrafici: basta una lettera sbagliata nel cognome o una data di nascita trascritta male perché il codice risulti diverso da quello che verrà usato altrove — e a quel punto le pratiche cominciano a rimbalzare.
Controlla appena lo ricevi:
- Cognome e nome come sono scritti sul passaporto, non nella versione italianizzata.
- Data di nascita.
- Luogo di nascita e Stato estero: per chi è nato all'estero il codice contiene un codice dello Stato, non del comune.
L'Agenzia delle Entrate offre un servizio online che dice se un codice fiscale è valido e attribuito a quella persona. Se qualcosa non torna, la correzione si fa allo stesso ufficio, gratis, portando il documento che prova il dato corretto.
Duplicati, smarrimento, figli
- Hai perso il tesserino ma sai il codice? Non è un'urgenza: il codice resta valido e in molti casi basta dichiararlo. Il duplicato si chiede online dall'area riservata con SPID o CIE, oppure allo sportello.
- Figlio nato in Italia: il codice fiscale viene attribuito automaticamente al momento della dichiarazione di nascita in comune. Non serve chiederlo.
- Figlio nato all'estero che si trasferisce: si richiede come per un adulto, con il documento del minore.
Errori che costano tempo
- Presentarsi senza il modulo compilato quando l'ufficio ha solo appuntamenti brevi.
- Usare un codice calcolato online per firmare un contratto: quando il gestore lo verifica, il contratto salta e a volte la fornitura resta sospesa.
- Farsi trascrivere il nome all'italiana (Erik che diventa Enrico). Il codice deve nascere dai dati del passaporto, altrimenti non combacerà mai con gli altri registri.
- Rimandarlo. Senza codice fiscale non parte niente: né la casa, né il conto, né la sanità.
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Fonti ufficiali
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