Casa
Il contratto d'affitto
Quale tipo di contratto ti stanno proponendo, cosa significa la registrazione, quanto può chiedere di caparra un proprietario e come si esce prima della scadenza.
Aggiornata il 5 ottobre 20265 min di lettura
I quattro contratti che ti verranno proposti
| Tipo | Durata | Canone | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| Libero (4+4) | 4 anni + 4 di rinnovo automatico | Libero, deciso dalle parti | Il caso normale, se ti fermi |
| Concordato (3+2) | 3 anni + 2 di rinnovo | Entro i limiti dell'accordo territoriale del comune | Costa meno al proprietario in tasse, spesso meno anche a te |
| Transitorio | Da 1 a 18 mesi | Spesso concordato | Solo con una esigenza temporanea documentata |
| Studenti universitari | Da 6 mesi a 3 anni | Concordato | Se sei iscritto a un ateneo fuori dal comune di residenza |
La registrazione è tutto
Perché conta più della firma
Un contratto di locazione di durata superiore a trenta giorni deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma. L'obbligo è del proprietario, ma:
- senza registrazione non puoi chiedere la residenza, e senza residenza non hai medico di base, scuola facile, carta d'identità;
- il contratto non registrato è nullo;
- se il proprietario non registra, puoi farlo tu: la registrazione da parte dell'inquilino è ammessa e sana il contratto.
Il vantaggio nascosto dell'inquilino
Se il canone realmente pagato è più alto di quello dichiarato, o se il contratto non è stato registrato affatto, l'inquilino può rivolgersi al giudice per far ricondurre il canone al minimo previsto dagli accordi territoriali, e chiedere la restituzione di quanto pagato in più. È una tutela forte, ed è la ragione per cui l'affitto "in nero" conviene molto meno al proprietario di quanto sembri.
Chiedi sempre la copia del contratto registrato con gli estremi di registrazione, e conservala.
Cedolare secca
È un regime opzionale con cui il proprietario paga sull'affitto un'imposta sostitutiva a aliquota fissa invece di sommarlo agli altri redditi: 21% per i contratti a canone libero, 10% per il canone concordato, 26% per gli affitti brevi dal secondo immobile in poi. Riguarda lui, ma tocca anche te per due motivi:
- Con la cedolare secca non si paga l'imposta di registro, che altrimenti vale il 2% del canone annuo ed è divisa a metà tra le parti.
- Il proprietario che sceglie la cedolare rinuncia agli aggiornamenti ISTAT: il canone resta fermo per tutta la durata.
La scelta va comunicata all'inquilino con raccomandata o PEC. Se ti arriva quella lettera, non è una richiesta: è la rinuncia del proprietario ad aumentarti l'affitto.
Deposito cauzionale e garanzie
- Non può superare tre mensilità del canone.
- Va restituito alla riconsegna, con gli interessi legali maturati.
- Il proprietario può trattenerlo solo per danni reali, non per l'usura normale.
Al posto del deposito si può concordare una fideiussione bancaria o assicurativa. È comune quando il conduttore è appena arrivato e non ha uno storico in Italia.
Chi paga cosa
La regola generale è: spese di gestione e piccola manutenzione all'inquilino, manutenzione straordinaria e sostituzioni al proprietario.
| Voce | Di solito paga |
|---|---|
| Riscaldamento centralizzato, acqua, pulizia scale, ascensore (esercizio) | Inquilino |
| Amministratore di condominio, assicurazione fabbricato, ascensore (sostituzione) | Proprietario |
| Sostituzione della caldaia | Proprietario |
| Manutenzione ordinaria della caldaia e revisione fumi | Inquilino |
| IMU | Proprietario |
| TARI (rifiuti) | Inquilino, che deve dichiararla al comune |
Le voci precise stanno nella tabella oneri accessori allegata al contratto: leggila, perché è lì che si nascondono le sorprese.
Uscire prima della scadenza
- Se il contratto prevede la facoltà di recesso dell'inquilino — quasi tutti la prevedono — basta il preavviso indicato nel contratto, di norma sei mesi, con raccomandata o PEC.
- Se non la prevede, si può recedere comunque per gravi motivi sopravvenuti e non prevedibili: un trasferimento di lavoro, una malattia, una perdita di reddito rilevante. Vanno indicati nella lettera.
Il preavviso decorre da quando il proprietario riceve la comunicazione, non da quando la scrivi: manda una raccomandata A/R o una PEC e conserva la ricevuta.
Alla prima scadenza
Alla fine dei primi quattro anni (o tre, nel concordato) il contratto si rinnova automaticamente, a meno che il proprietario non comunichi la disdetta almeno sei mesi prima e rientri in uno dei casi previsti dalla legge: gli serve per sé o per un familiare stretto, la vende, deve ristrutturarla in modo profondo, o tu non la stai usando.
Non è un potere libero: se il motivo indicato non si realizza, l'inquilino può chiedere il ripristino o il risarcimento.
Truffe e trappole ricorrenti
- "Sono all'estero, mandami la caparra e ti spedisco le chiavi." È la truffa classica sugli annunci. Non si versa nulla prima di aver visitato l'immobile e verificato chi è il proprietario.
- Chi ti mostra la casa non è il proprietario. Chiedi un documento e la visura catastale o l'atto: chiunque può aprire una porta.
- Il canone dichiarato più basso di quello pagato. È illegale ed espone te a nulla: la legge ti protegge, ma va fatta valere in tribunale.
- Provvigione dell'agenzia chiesta prima della firma. È dovuta quando l'affare è concluso, non per far vedere una casa.
- Contratto senza APE allegato. L'attestato di prestazione energetica è obbligatorio.
Errori frequenti
- Non farsi dare la copia registrata, e poi presentarsi in comune senza poter dimostrare il titolo.
- Non fare la voltura delle utenze: se restano intestate al proprietario paghi consumi che non controlli e non puoi cambiare fornitore.
- Non dichiarare la TARI: arriva dopo, con sanzione, per tutti gli anni non dichiarati.
- Dare la disdetta a voce. Non esiste: serve una comunicazione scritta con prova di ricezione.
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