Salute
Servizio sanitario, medico di famiglia e ospedale
Come ci si iscrive al Servizio Sanitario Nazionale, chi paga e chi no, come si sceglie il medico di base, e cosa succede davvero in pronto soccorso.
Aggiornata il 9 ottobre 20267 min di lettura
Come è fatto il sistema
Il servizio sanitario italiano è pubblico, universale e finanziato dalla fiscalità generale, ma è organizzato dalle regioni. Questo significa che i principi sono nazionali e i dettagli — quanto paghi un esame, quanto aspetti, come prenoti — cambiano attraversando un confine regionale.
L'ente con cui hai a che fare si chiama ASL in gran parte d'Italia, ma anche AUSL, ATS, ASST o AST secondo la regione. È la stessa cosa.
Iscriversi
Chi ha diritto all'iscrizione obbligatoria e gratuita
- Chi lavora in Italia, come dipendente o autonomo, e i familiari a carico.
- Chi è iscritto al centro per l'impiego come disoccupato, con i familiari a carico.
- I pensionati di un altro paese UE che presentano il modulo S1 rilasciato dall'ente previdenziale del paese che paga la pensione: l'assistenza viene erogata in Italia e addebitata a quel paese.
- Chi rientra in categorie protette previste dalla normativa.
Chi si iscrive volontariamente
Chi risiede in Italia ma non rientra nei casi sopra — per esempio chi vive di rendita senza lavorare e senza pensione estera coperta da S1 — può iscriversi volontariamente pagando un contributo annuale.
Cosa portare all'ASL
- Documento d'identità e codice fiscale.
- Certificato di residenza o autocertificazione, o dichiarazione di dimora abituale.
- Il titolo che dà diritto: contratto di lavoro, buste paga, modulo S1, iscrizione al centro per l'impiego.
- Per i non UE: permesso di soggiorno.
Al termine ricevi la scelta del medico e, per posta nelle settimane successive, la tessera sanitaria, che ha sul retro la tessera europea di assicurazione malattia valida quando viaggi.
E nel frattempo?
Fino all'iscrizione, chi viene da un paese UE, SEE o dalla Svizzera è coperto dalla tessera europea di assicurazione malattia (TEAM, in inglese EHIC) per le cure necessarie durante il soggiorno. Non copre le cure programmate, e non sostituisce l'iscrizione una volta che sei residente.
Chi viene da fuori dall'UE non ha questa copertura: fino all'iscrizione serve un'assicurazione sanitaria privata, che spesso è già richiesta per ottenere il visto. Le cure urgenti in pronto soccorso sono comunque garantite, ma possono essere fatturate.
Il medico di famiglia
Si sceglie all'ASL da un elenco di medici della tua zona che hanno posti liberi. È il perno del sistema:
- le visite sono gratuite, in ambulatorio o a domicilio quando serve;
- prescrive farmaci ed esami: senza la sua ricetta, molte prestazioni si pagano per intero;
- invia allo specialista e certifica la malattia per il lavoro.
Per i bambini fino a 14 anni si sceglie il pediatra di libera scelta, obbligatorio fino ai 6 anni.
Il medico si può cambiare in qualsiasi momento, allo sportello o online, senza dover spiegare perché. Se ti trasferisci in un'altra ASL, la scelta va rifatta.
Prenotare visite ed esami
Con la ricetta del medico si prenota al CUP regionale — per telefono, allo sportello, in farmacia o dall'app della regione. Sulla ricetta c'è una classe di priorità che indica entro quanto la prestazione deve essere garantita: urgente, breve, differibile, programmata.
Se il CUP non trova posto entro il tempo previsto, in molte regioni esiste un percorso di tutela che ti dà diritto a farla in intramoenia o in privato convenzionato pagando solo il ticket. Va chiesto: non viene offerto.
Il ticket
Non tutto è gratuito. Il ticket è la quota a carico del paziente per visite specialistiche, esami e alcuni farmaci, e l'importo lo decide la regione.
Esistono esenzioni, che vanno richieste e che valgono per:
- reddito combinato con l'età (minori, over 65 sotto una certa soglia, disoccupati);
- patologia cronica o malattia rara;
- invalidità;
- gravidanza e percorsi di prevenzione;
- screening oncologici organizzati, che sono gratuiti per le fasce di età invitate.
Il medico di base e l'ASL sanno quale codice ti spetta. Non è automatico: si richiede.
Il pronto soccorso
Si va al pronto soccorso per le urgenze. All'arrivo un infermiere fa il triage e assegna un codice di priorità: si viene visitati in ordine di gravità, non di arrivo. Con un codice basso l'attesa può essere di molte ore, ed è normale, anche se sembra ingiusto.
- 112 è il numero unico di emergenza: polizia, ambulanza, vigili del fuoco. Gratuito, funziona anche senza credito.
- Per i problemi che non sono urgenze ma non possono aspettare il medico di base — di notte, nel fine settimana, nei festivi — c'è la guardia medica (continuità assistenziale). In diverse regioni si raggiunge con il numero 116117.
- Le farmacie fanno turni: quella aperta è indicata sulla porta di tutte le altre e sul sito del comune.
Quello che sorprende chi arriva dall'estero
- Il dentista è quasi interamente privato. Il servizio pubblico copre solo alcune categorie e alcune urgenze. È una voce di spesa da mettere a bilancio.
- La farmacia fa molto più che vendere. Il farmacista consiglia, misura la pressione, fa alcuni test rapidi, e in molte regioni prenota visite.
- Il medico di base è una persona, non un centro. Ha un ambulatorio, orari propri e spesso un numero di telefono diretto.
- Le liste d'attesa nel pubblico possono essere lunghe, e accanto esiste un privato accessibile. Chiedere il percorso di tutela prima di pagare privatamente è quasi sempre la mossa giusta.
- Il fascicolo sanitario elettronico raccoglie referti e ricette e si consulta con SPID o CIE.
Errori frequenti
- Rimandare l'iscrizione contando sulla tessera europea: copre le cure necessarie in un soggiorno, non la vita da residente.
- Non chiedere il modulo S1 prima di partire, se si è pensionati di un paese che lo rilascia.
- Arrivare da fuori UE senza assicurazione privata, contando su un'iscrizione che richiede settimane.
- Non scegliere il medico di base: senza, ogni ricetta e ogni certificato diventano un problema.
- Non richiedere l'esenzione a cui si ha diritto, e pagare ticket per anni.
- Andare in pronto soccorso invece di chiamare la guardia medica.
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