Arrivo e documenti
La cittadinanza italiana
Per discendenza, per residenza, per matrimonio o per nascita in Italia. Le regole sulla discendenza sono cambiate nel 2025 e sono molto più strette di quanto si legge in giro.
Aggiornata il 9 ottobre 20267 min di lettura
Le quattro strade
| Via | Requisito centrale | Dove si presenta |
|---|---|---|
| Discendenza (iure sanguinis) | Un ascendente italiano, entro i limiti stretti introdotti nel 2025 | Consolato, oppure comune se risiedi in Italia |
| Residenza (naturalizzazione) | Anni di residenza legale + lingua + reddito | Portale ALI del Ministero dell'Interno |
| Matrimonio o unione civile | Coniuge italiano + anni di matrimonio + lingua | Portale ALI |
| Nascita in Italia | Nato in Italia da genitori stranieri, residente senza interruzioni fino ai 18 anni | Comune, tra i 18 e i 19 anni |
L'Italia ammette la doppia cittadinanza. Se perdi o no quella che hai già lo decide il tuo paese, non l'Italia: molti la conservano — la Svezia, per esempio, dal 2001 — ma alcuni paesi revocano la cittadinanza a chi ne acquisisce un'altra. Verifica le regole del tuo paese prima di presentare la domanda.
Per discendenza, dopo la riforma del 2025
Cosa è cambiato
Il principio storico era semplice: chi discende da un cittadino italiano è cittadino italiano dalla nascita, senza limiti di generazioni, purché la catena non si sia mai interrotta. È così che milioni di discendenti di emigrati hanno ottenuto il passaporto.
Il decreto legge 36 del 28 marzo 2025, convertito con modifiche nella legge 74 del 23 maggio 2025 ed entrato in vigore il 24 maggio 2025, ha introdotto un limite generazionale per chi è nato all'estero e possiede anche un'altra cittadinanza. Il riconoscimento automatico resta possibile, in sostanza entro due generazioni, quando ricorre una di queste condizioni:
- un genitore, anche adottivo, è nato in Italia;
- un nonno, anche adottivo, è nato in Italia;
- un genitore cittadino ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita o dell'adozione del figlio.
Le domande documentate e presentate entro le 23 (ora di Roma) del 27 marzo 2025 continuano a essere trattate con le regole precedenti.
Dove siamo arrivati nel 2026
Il limite è stato impugnato subito. La Corte costituzionale, con la sentenza 63 del 2026 (decisa l'11 marzo, depositata il 30 aprile), ha dichiarato le questioni in parte non fondate e in parte inammissibili: il limite generazionale regge. In pratica l'attesa che "tanto lo cancellano" non ha più fondamento.
A luglio 2026, però, la stessa Corte ha rinviato una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Una porta resta quindi socchiusa, ma è a Lussemburgo e i tempi sono lunghi: nel frattempo le domande si valutano con le regole attuali.
Cosa serve comunque
Se rientri nelle condizioni, la pratica è essenzialmente documentale: si ricostruisce la catena senza buchi.
- Atti di nascita, matrimonio e morte di ogni anello della linea, in originale o copia integrale.
- Apostille su ogni atto pubblico straniero, se il paese che l'ha emesso aderisce alla Convenzione dell'Aia; altrimenti legalizzazione consolare.
- Traduzione giurata in italiano di tutti gli atti stranieri.
- Certificati che dimostrino che l'ascendente non aveva perso la cittadinanza italiana prima della nascita del discendente successivo.
Ogni errore di trascrizione — un nome cambiato all'arrivo in un altro paese, una data diversa fra due atti — va sanato prima, con una rettifica nel paese che ha emesso l'atto.
Dove si presenta
- Dal consolato competente per la tua residenza all'estero. È la via ordinaria; le liste d'attesa possono essere lunghe.
- In comune, se sei già iscritto all'anagrafe italiana. È una via più rapida ma presuppone una residenza reale e verificata, con il passaggio della polizia locale.
Per residenza (naturalizzazione)
Quanti anni servono
| Situazione | Anni di residenza legale |
|---|---|
| Cittadino UE | 4 anni |
| Cittadino non UE | 10 anni |
| Rifugiato o apolide | 5 anni |
| Nato in Italia da stranieri (da adulto) | 3 anni |
| Discendente di cittadini italiani entro il secondo grado | 3 anni |
Per un cittadino di un paese UE la soglia è quindi quattro anni di residenza anagrafica regolare e continuativa; per chi viene da fuori dall'UE, dieci. "Continuativa" significa senza cancellazioni: un buco nell'iscrizione anagrafica azzera il conteggio.
Gli altri requisiti
- Conoscenza dell'italiano almeno a livello B1, provata con una certificazione riconosciuta o con un titolo di studio italiano. Non è una formalità: è il requisito che fa respingere più domande.
- Redditi sufficienti nei tre anni precedenti, con soglie che salgono se hai familiari a carico.
- Assenza di condanne ostative e nessun motivo di sicurezza della Repubblica.
- Contributo di 250 € più la marca da bollo.
La domanda si presenta online sul portale ALI del Ministero dell'Interno con SPID o CIE. L'istruttoria passa dalla Prefettura, che convoca per la consegna degli originali.
Per matrimonio o unione civile
Il coniuge o la parte di un'unione civile con un cittadino italiano può chiedere la cittadinanza dopo:
- 2 anni di matrimonio se risiede in Italia;
- 3 anni se risiede all'estero.
I termini si dimezzano in presenza di figli nati o adottati dalla coppia. Servono la conoscenza dell'italiano a livello B1, l'assenza di condanne ostative, e il matrimonio deve essere ancora in piedi — separazione, divorzio o annullamento fermano la pratica, anche dopo la domanda.
Il matrimonio celebrato all'estero va prima trascritto nei registri di stato civile italiani, e per farlo serve il solito corredo di apostille e traduzione giurata.
Per nascita in Italia
Chi nasce in Italia da genitori stranieri non è cittadino italiano alla nascita. Può però diventarlo con una dichiarazione da presentare in comune tra i 18 e i 19 anni, se è stato legalmente residente in Italia senza interruzioni dalla nascita fino alla maggiore età.
È una finestra stretta e si perde con facilità, spesso per un periodo in cui i genitori non avevano rinnovato in tempo l'iscrizione anagrafica. Il comune deve informare l'interessato al compimento dei diciotto anni, ma non sempre lo fa.
I figli minorenni
Il figlio minorenne convivente di chi acquista la cittadinanza la acquista a sua volta, con effetti che si formalizzano davanti all'ufficiale di stato civile. Anche su questo punto la riforma del 2025 è intervenuta, in particolare per i nati all'estero: se riguarda la tua famiglia, è un punto da far verificare e non da dare per scontato.
Errori frequenti
- Comprare il pacchetto "cittadinanza garantita". Nessuno può garantirla, e dopo il 2025 molte offerte online descrivono requisiti che non esistono più.
- Raccogliere i documenti prima di verificare i requisiti. Apostille e traduzioni giurate costano; verifica la linea prima di pagarle.
- Lasciare un buco nella residenza durante il conteggio degli anni per la naturalizzazione.
- Rimandare la certificazione B1. È il collo di bottiglia: prendila mentre gli altri documenti maturano.
- Dimenticare di trascrivere il matrimonio prima di presentare la domanda per coniuge.
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